Shankaprakshalana il lavaggio bocca-ano
un Lavaggio Interno molto profondo – Patrimonio dell’Antica Ayurveda
La Shankprakshalana è un’antica pratica indiana di pulizia dell’apparato digestivo, dalla bocca fino all’ano.
È conosciuta da molto Tempo nella Tradizione Indiana e viene praticata in differenti forme.
In questa pagina parlo soprattutto della Laghu Shankprakshalana, cioè della forma più breve, e della mia esperienza personale con questa tecnica.
Ho iniziato a praticarla molti anni fa sotto la guida di un’insegnante di Yoga e, nel Tempo, ho sperimentato diverse modalità.
La Shankprakshalana non va però considerata una pratica banale soltanto perché utilizza elementi semplici.
Interviene profondamente sull’apparato digerente e, proprio per questo, oggi ritengo corretto che chi desidera sperimentarla lo faccia dopo essersi informato adeguatamente e, quando necessario, con la guida di una Persona competente.
Quando ha senso fare le pratiche di Depurazione
La pratica della depurazione acquista significato soprattutto quando viene accompagnata da una reale Volontà di mantenere il proprio Corpo in buone condizioni.
Mi piace pensare al Corpo come a un Tempio, il luogo nel quale dimora la nostra Anima.
Depurarsi per poi reintrodurre immediatamente le stesse abitudini che ci hanno portato allo squilibrio significa semplicemente riproporre continuamente lo stesso schema.
La trasformazione reale non nasce quindi soltanto da una tecnica di pulizia.
Nasce da un cambiamento progressivo nel rapporto con il Corpo, con il Cibo e con la propria Vita.
La Dieta acquisita fin dalla Nascita
È importante comprendere che non è necessario e spesso non è utile cambiare drasticamente da un giorno all’altro la propria alimentazione.
Le abitudini alimentari costruite nel corso degli anni esercitano una notevole forza sul Corpo e sulla mente.
Per questo preferisco il cambiamento progressivo.
Si possono iniziare a introdurre alimenti più semplici e naturali, osservando nel Tempo le reazioni del Corpo e imparando ad ascoltarne i segnali.
Frutta, vegetali e alimenti poco elaborati possono progressivamente occupare uno spazio maggiore, senza trasformare il cambiamento alimentare in una nuova forma di violenza verso sé stessi.
Nel Tempo il Corpo stesso può iniziare a chiedere qualcosa di differente.
Ed è proprio in quel momento che può iniziare un nuovo Percorso.
Come viene praticata tradizionalmente la Shankprakshalana
La procedura tradizionale della Shankprakshalana utilizza acqua salata e una sequenza di movimenti e posture Yoga, genericamente chiamate Asana, che accompagnano il passaggio dell’acqua attraverso l’apparato digerente.
Io stesso iniziai praticandola in questo modo sotto la guida di un’insegnante.
Nel corso degli anni ho poi sperimentato alcune varianti personali.
Questa pagina, tuttavia, non vuole più essere un manuale operativo per eseguire autonomamente il lavaggio intestinale.
La quantità di acqua e sale, le condizioni individuali, l’eventuale utilizzo di clisteri, il digiuno, l’idratazione e l’alimentazione successiva sono aspetti che possono avere effetti importanti sull’equilibrio del Corpo.
Per questo preferisco oggi lasciare qui la descrizione della pratica e della mia esperienza, senza trasformarla in una prescrizione valida per tutti.
La mia esperienza con la Shankprakshalana
Ho praticato questa tecnica per molti anni, a partire dal 2007.
Durante questo lungo periodo ho osservato personalmente le reazioni del mio Corpo e ho sperimentato anche modalità differenti rispetto alla procedura tradizionale.
Alcune indicazioni che circolavano e circolano ancora sul web non coincidevano con ciò che avevo sperimentato direttamente.
Ad esempio, ho effettuato in passato la Shankprakshalana anche durante periodi di digiuno e ho modificato, sulla base della mia esperienza, alcune delle indicazioni alimentari tradizionali successive alla pratica.
Queste rimangono però esperienze personali, non regole universali.
Con il Tempo ho compreso sempre di più che una pratica antica non deve essere semplicemente copiata nella sua forma esteriore.
Occorre comprenderne il significato, il contesto nel quale è nata e soprattutto adattarla con Discernimento alla Persona e al Tempo nel quale viviamo.
Il Patrimonio Pratico e Spirituale dell’India
L’India possiede un patrimonio spirituale, culturale e pratico di enorme valore.
È un patrimonio che può essere utilizzato nella Vita quotidiana e che unisce molto spesso Corpo, mente e Percorso interiore.
Ho vissuto a lungo in India e ho potuto osservare direttamente anche le profonde trasformazioni che il Paese stava attraversando.
La modernizzazione, il cambiamento delle abitudini alimentari, la diffusione dei prodotti industriali e l’ingresso sempre più forte dei modelli occidentali stavano modificando rapidamente anche la Vita quotidiana degli Indiani.
Questo mi ha portato a riflettere molto sulla differenza tra la Saggezza dell’India Antica e l’India contemporanea.
Non sono la stessa cosa.
Praticare il Discernimento è molto importante
L’Ayurveda, l’antica medicina indiana, possiede un patrimonio di conoscenze molto vasto.
Ma anche una Tradizione antica deve essere compresa, interpretata e applicata con Discernimento.
Seguire meccanicamente una regola soltanto perché è antica non significa necessariamente comprenderne il significato.
Questo principio vale per l’Ayurveda, per lo Yoga e anche per il Jyotisha.
Una conoscenza rimane viva quando siamo capaci di comprenderne l’essenza e di osservare la Realtà.
Durante gli anni trascorsi in India ho assistito a cambiamenti enormi nelle abitudini alimentari e nello stile di Vita.
La televisione, il consumo, l’industrializzazione del Cibo e il modello economico occidentale stavano penetrando con estrema rapidità.
Per questo ho sempre ritenuto importante distinguere il grande patrimonio dell’India Antica dalle abitudini dell’India moderna.
Significato della parola Shankprakshalana
Il termine Shankprakshalana deriva da due parole.
Shankha significa “conchiglia”, mentre Prakshalana indica il lavaggio completo.
Il termine Shankha viene utilizzato simbolicamente per descrivere il lungo canale che va dalla bocca all’ano.
La bocca rappresenta ciò che introduciamo dentro di noi.
L’intestino rappresenta il processo di trasformazione e digestione.
L’ano rappresenta l’uscita di ciò che il Corpo ha separato e non utilizza più.
La pratica viene conosciuta anche con il nome di Varisara Dhauti ed è inserita nel più ampio patrimonio delle tecniche indiane di purificazione.
Il concetto di Kaya Kalpa richiama invece l’idea della trasformazione del Corpo:
Kaya significa Corpo e Kalpa trasformazione.
La Shankprakshalana rappresenta quindi, nella Tradizione, una forte azione di pulizia dell’apparato digerente e si inserisce in un insieme più vasto di pratiche dedicate alla trasformazione della Persona.
Ayurveda e Astrologia Vedica
Questa antica tecnica depurativa appartiene originariamente alla sfera dello Yoga e dell’Ayurveda.
Ho scelto di inserirla tra i Rimedi Astrologici perché Ayurveda e Astrologia Vedica, o Jyotisha, appartengono a un antico sistema di conoscenze nel quale Corpo, mente, Karma e qualità della Vita vengono osservati come elementi collegati.
Il Jyotisha fornisce una Mappa della Vita, indicando le aree nelle quali possono esistere squilibri e mostrando dove può essere utile intervenire.
La Shankprakshalana rappresentava, nel mio Percorso, uno dei possibili strumenti fisici di questo più ampio lavoro di riequilibrio.
Concludendo sull’India e sul Lavaggio Intestinale
Può sembrare che in questa pagina sia uscito dall’argomento principale, ma ho voluto offrire anche un piccolo frammento della Vita che osservavo durante gli anni trascorsi in India.
Un Paese nel quale convivevano un patrimonio antico di enorme valore e una modernizzazione estremamente rapida.
Molti libri occidentali raccontano ancora un’India quasi immobile nel Tempo.
L’India reale che ho conosciuto stava invece cambiando velocemente.
Il punto fondamentale, per me, rimane questo:
un’antica Saggezza deve essere compresa nella sua Essenza, non semplicemente imitata nelle sue forme esteriori.
È per questa ragione che, negli anni, mi sono permesso anche di modificare alcuni aspetti della Shankprakshalana sulla base della mia esperienza personale.
Oggi, però, preferisco che questa pagina rimanga soprattutto come testimonianza di quel lavoro e di quella ricerca.
La Shankprakshalana non è soltanto un gesto fisico.
Nel modo in cui l’ho vissuta, rappresentava anche il simbolo di qualcosa di più ampio:
eliminare ciò che non serve più per creare spazio a qualcosa di nuovo.
Sama