Si tratta di un eccellente lavaggio intestinale dell’intero apparato digestivo dalla bocca all’ano, una straordinaria pulizia che si può fare a casa in tutta tranquillità. E’ conosciuta da tempo immemore in India e si chiama Shankprakshalana (pronuncia Scianc-prac-scialàna). Parleremo della Laghu ovvero quella breve.
E’ una procedura piuttosto semplice, occorre solo imparare la sequenza delle cose ed il significato di cosa si sta facendo.
E’ importante tenere a mente un fatto importante: questo lavaggo intestinale di antichissima tradizione, ha uno straordinario potere depurativo, ma perché ne abbiamo bisogno? Una risposta sensata è che, buona parte della dieta quotidianamente seguita oggigiorno ovunque, si trasforma in una grande quantità di scarti nel corpo, quindi ingeriamo cibi poco utili se non dannosi i cui scarti non vengono del tutto espulsi ma rimangono nel corpo aumentandone il volume.
Quando ha senso fare le pratiche di Depurazione
Praticare le tecniche di depurazione, ha senso se sono accompagnate da una vera volontà di mantenere pulito il proprio corpo, come se fosse un tempio sacro che ospita un’importante divinità, cioè la nostra Anima . Depurarsi e poi ri-introdurre le stesse sostanze che ci avvelenano, diventa un circolo vizioso che non produce nulla di utile e stabile nel tempo ma ri-propone sempre lo stesso schema che non vince mai…
la Dieta acquisita fin dalla Nascita
E’ importante però sapere che non occorre e non bisogna cambiare drasticamente la propria dieta, ma è necessario introdurre cibi utili, combinarli in maniera corretta pur continuando inizialmente a mangiare le solite cose.
La dieta acquisita negli anni fin dalla nostra nascita, ha il potere di una droga molto forte sul nostro corpo, se la interrompiamo bruscamente provoca delle vere e proprie crisi di astinenza, che producono solo danni e nessun miglioramento . E’ molto utile inserire nella propria dieta della frutta ma mai a fine pasto. Almeno un’ora prima ma meglio ancora lontano dai pasti. Aggiungete dell’insalata, verdure crude nei pasti usuali iniziando possibilmente il pasto dalle cose crude. Nel tempo, il vostro stesso corpo inizierà a chiedervi un altro cibo, seguitelo! Il vostro vero percorso di una nuova vita sarà appena cominciato!
Torniamo al lavaggio intestinale o Shankprakshalana (pronuncia Scianc-prac-scialàna).
Come fare la Shankprakshalàna
La procedura classica prevede l’assunzione di acqua leggermente salata da intervallare con degli esercizi di yoga e posture chiamate genericamente àsana. Anche io iniziai così sotto la guida di un’insegnante di yoga. Funziona perfettamente. Gli esercizi hanno lo scòpo di accellerare il percorso dell’acqua, a seguito di varie torsioni e pressioni esercitate sull’intestino.
Ho scoperto nel tempo che si ottiene lo stesso risultato senza fare gli esercizi perché, l’acqua calda e salata da sola apre lo sfintère, cioè la valvola dello stomaco deputata a far immettere nell’intestino tenue il contenuto dello stomaco stesso. Ho aggiunto poi un semplice clistere di 1/2 litro di acqua calda, e salata con la stessa concentrazione salina di quella che bevo poi nel lavaggio. Il clistere va fatto prima, ed ha lo scopo di far evacuare il contenuto dell’intestino crasso che è quello più ritardante alla fuoriuscita dell’acqua (è il più ritardante perché vi sono le feci semisolidificate a seguito della perdita dei liquidi, e sono quindi più dure da espellere).
SVOLGIMENTO come fare il Lavaggio Intestinale
E’ molto utile mangiare leggero il giorno prima sia a pranzo che a cena, in questo modo produrrete delle feci molto facili da espellere.
Scaldare almeno 4 litri di acqua e sciogliervi 4 cucchiai rasi di sale buono non quello da cucina classico che si trova abitualmente negli alimentari e supermercati.
Suggerisco quello di Roccia o comunque sale non raffinato, che sia assolutamente naturale e non modificato neanche col pensiero! La temperatura dell’acqua dev’essere tale da rendere l’acqua gradevolmente bevibile (indicativamente 36-38°C).
Iniziate la mattina a digiuno, bevendo una, due o tre tazze d’acqua, quelle che riuscite a mandare giù senza forzarvi. Potete passeggiare per casa con della musica gradevole nelle orecchie. Possibilmente fatelo da soli, è importante la concentrazione, sapere che si sta facendo qualcosa per sé stessi, per il proprio corpo. Sconsiglio di lavorare al computer ma va bene leggere un libro. Passeggiare aiuta molto, sciegliete la via più confortevole.
Generalmente, dopo le prime 2-3 tazze bevute, si fanno passare circa 10 minuti ma anche di più se ne sentite la necessità, quindi se ne bevono delle altre e si va avanti così fino a bere tutta l’acqua nella pentola. In genere, dopo un litro e mezzo o due, arriva il primo impulso ad andare in bagno, iniziano le prime evacuazioni. Una volta finita l’acqua, continuerete ad evacuare ancora per circa un’ora.
Al termine, è importante non bere acqua o altri liquidi per almeno un’ora, meglio se un’ora e mezzo. Le prime volte si avverte un po’ di sete facilmente sopportabile, un piccolissimo prezzo da pagare per un grande beneficio.
In internet , si trova sempre l’avvertenza terrorizzante che bisogna mangiare assolutamente entro mezz’ora (i più tolleranti entro un’ora).Nella mia personale esperienza (pratico il lavaggio intestinale dal 2007), è assolutamente infondata. Ho praticato anche digiuni in cui ho inserito il Lavaggio Intestinale quindi, ho continuato a non assumere cibo dopo la Shankprakshalàna per molte ore e ne ho ricavato dei gran benefici.
Le avvertenze errate
Un’altra avvertenza terrificante dal web è che bisogna mangiare assolutamente riso bianco con il burro!
Bisogna avere chiaro in mente cosa fanno nel corpo i prodotti caseari ed il riso. Producono esattamente quei danni che stiamo cercando di espellere dal corpo. In India si usa il ghi che è burro chiarificato cioè cotto per un certo tempo (non alla francese o comunque in 10 minuti come si fa nelle ricette gastronomiche su web – Richiede molto più tempo e una procedura dedicata. Serve a togliere i grassi dal burro).
Dobbiamo tenere in mente che questa pratica è antica. E’ iniziata quando il riso non subìva trattamenti e sicuramente aveva proprietà organolettiche molto diverse per cui produceva effetti nel corpo diversi da quelli di oggi. Comunque, il fatto stesso che avessero bisogno di depurarsi già 1000 anni fa, rende chiaro che già allora c’era qualcosa che non andava nell’alimentazione (dalla storia comunque, non abbiamo notizia di una grande quantità e diversificazione delle malattie come oggi). Il latte vaccino non apporta nulla di utile nel corpo e si trasforma in muco cioè, una grande quantità di scarti che il corpo produce per liberarsene e… vanno principalmente a stiparsi nell’intestino insieme a tutto l’altro cibo solitamente non buono che viene ingerito. Un cibo buono non produce scarti che vanno ad immagazzinarsi nel corpo, ma solo feci molli!
Il Patrimonio Pratico e Spirituale dell’India, l’Ayurveda e il Discernimento
E’ bene riflettere su un punto che ritengo molto importante.
L’india ha un patrimonio antico spirituale e culturale di inestimabile valore e di inimmaginabile utilità per l’Anima. Un patrimonio da investire nella vita di tutti i giorni, pratico e spirituale allo stesso tempo.
L’India di oggi, è un paese di 1 miliardo e 300 milioni circa di persone, un mercato potenziale di grande attrazione per tante aziende nel mondo, soprattutto le multinazionali. Gli indiani hanno scoperto la televisione da 10 o 15 anni e sono sotto il tiro mediatico delle grandi aziende affinché diventino dei grandi clienti. Anche loro stanno subendo il processo di avvelenamento del cibo come in tutto il mondo occidentale e sono già iniziati i primi problemi, ad esempio hanno un’altissima incidenza di diabete a causa del riso bianco che mangiano in grandi quantità (colazione, pranzo e cena, situazioni che ho vissuto personalmente vivendo in India), un riso bianco innaturale che un tempo non esisteva, dolci infinitamente più dolci di quelli occidentali e molto latte oltre a notevoli quantità di peperoncino ed altre spezie piccanti.
Praticare il Discernimento è molto importante
L’Ayurveda, l’antica medicina indiana, ha un passato prestigioso, nel senso che è stata una grande medicina ma oggi, in alcuni passi, su alcuni problemi sta facendo cilecca perché continua ad usare tra i suoi rimedi, riso bianco e latte. Anche il miele viene ancora usato in Ayurveda e qui in India, è difficile trovarlo di buona qualità perché perseguono il profitto ormai come nel resto del mondo…
In breve, la medicina allopatica ha fatto il suo ingresso e, uno dei più grandi business dell’India di oggi, sono le cliniche. Ve ne sono molte ovunque, quasi come i bar da noi in occidente. Qualunque indiano di oggi, va subito in clinica per un semplice raffreddore o un po’ di febbre. Tutte queste modalità di vita erano sconosciute fino a 30 anni fa. C’è un profondo cambiamento in atto anche qui, e non sembra che produca della buona salute.
Nel nord, vive ancora una tribù che ha un’età media di 140 anni! Sono gli Hunza. Fino a 30 anni fa circa, non avevano alcuna malattìa degna di nota. Dopo l’ingresso dello zucchero bianco e delle farine, sono iniziati anche per loro i classici problemi occidentali. Oggi hanno anche i dolciumi in confezioni e tanti altri preparati culinari già pronti…
Significato della parola Shankprakshalàna
La parola Shankprakshalana deriva da due parole. Shankha significa “conchiglia” e Prakshalana il lavaggio completo. La parola Shankha viene utilizzata per descrivere tutto il canale dalla bocca all’ano, in cui la bocca rappresenta il mondo che introduciamo in noi, l’intestino tutto il processo digestivo, l’ano il luogo da cui esce ciò che abbiamo separato….
Questa pratica è conosciuta anche come “Varisar Dhauti” ed è una parte di Kaya Kalpa, cioè è una tecnica ayurvedica per la purificazione fisica e trasformazione.
Kaya significa corpo e Kalpa significa trasformazione. Shankhaprakshalana è una forte azione di pulizia di tutto il processo digestivo rimuovendo gli ostacoli e gli errori, con acqua in una concentrazione salina molto vicina a quella del mare, il nostro “brodo primordiale”…
Questa antica ed utilissima tecnica depurativa, si inserisce in un contesto di azioni e conoscenze, volte a trasformare la vita di una persona in qualcosa di profondamente utile a sé stessa e quindi all’ambiente in cui vive.
L’Astrologia Vèdica o Jotish, fa parte di questo antico complesso di Azioni, fornisce la mappa della nostra vita indicando come e dove agire. Ho inserito la Shankprakshalàna tra i rimedi astrologici anche se anticamente era parte solo dell’Ayurveda la quale comunque, lavorava spesso in perfetta sintonìa con L’Astrologia Vèdica essendone complementare negli scopi.
Concludendo sull’India e sul Lavaggio Intestinale
Apparentemente sono uscito fuori dallo scopo dell’argomento principale, ma ho voluto dare un flash, una rapidissima panoramica della vita qui in India, dove si conserva un passato prestigioso, ricco di pratiche spirituali e mediche di tutto rispetto ma è iniziato un presente, cioè l’epoca attuale, ricco di desiderio e pieno di problemi. Hanno iniziato lo stesso percorso occidentale di 60 o 70 anni fa ma con una velocità incredibilmente e notevolmente maggiore. Molti libri sull’India che troviamo in occidente, sono spesso speculazioni che narrano di un’India che in realtà sta già scomparendo perché ha preso la stessa strada dell’occidente.
Quello che sto tentando di dire è che, un’antica saggezza va capita nella sua essenza, non solo nelle forme pratiche, e quindi va adattata alla realtà di oggi. Questo è il motivo per cui mi sono permesso di cambiare un po’ questa antica pratica depurativa chiamata Shankprakshalana, ma informando dove ho fatto i cambiamenti che sono sorretti da una buona dose di esperienza condivisa con alcune persone che hanno fatto i miei stessi esperimenti.
Consiglio di praticare questo lavaggio intestinale se possibile, una volta ogni 3 mesi. In ogni caso, la frequenza che riuscirete ad applicare, sarà sempre meglio che non farlo mai. Anche il giorno dopo che avete fatto questo lavaggio intestinale, mangiate leggero (non dolci, no frutta, no prodotti caseari, meglio vegetali cotti a vapore o bolliti e conditi con olio e sale).
Personalmente, dopo questa pratica, se ho fame, mangio la lenticchia rossa decorticata condita con solo olio d’oliva extravergine sia a pranzo che a cena. E’ una lenticchia leggerissima. Solitamente anche i pasti del giorno successivo sono identici. A partire dal 3° giorno riprendo la mia abituale colazione che è a base di centrifugati o frullato di frutta.
Sconsiglio di mangiare formaggi e i prodotti caseari in genere per qualche giorno, come consiglio di ridurre sempre più la quantità di questi cibi nella propria dieta.
Il grande apporto della Shankprakshalana non è solo fisico.








